SpaceX sta per dare filo da torcere ai titoli delle telecomunicazioni? Cosa significa Starlink per Verizon, AT&T e T-Mobile

Telecom SpaceX

Per gran parte della sua esistenza, Starlink è stato considerato un prodotto di nicchia: un'antenna parabolica per chi viveva troppo lontano da un ripetitore cellulare o da una linea via cavo. La situazione è cambiata nell'ultimo anno. Starlink si è silenziosamente evoluto da servizio di banda larga rurale a qualcosa che assomiglia sempre più a un concorrente diretto dei maggiori operatori di telefonia mobile degli Stati Uniti.

Il cambiamento ha subito un'accelerazione in una sola settimana di giugno 2026. SpaceX ha completato la più grande offerta pubblica iniziale (IPO) della storia, raccogliendo circa 75 miliardi di dollari con una valutazione vicina a 1,75 trilioni di dollari. Nel periodo precedente alla quotazione, la dirigenza di SpaceX ha indicato che l’azienda intende competere direttamente con AT&T, Verizon e T-Mobile. Per un settore che da decenni non vedeva l’ingresso di un nuovo concorrente di rilievo, quel messaggio è risuonato come un colpo di avvertimento.

Dalle antenne paraboliche agli smartphone

La tecnologia che rende possibile tutto questo si chiama connettività diretta al dispositivo, o D2D. In parole semplici, permette a un normale smartphone di connettersi direttamente a un satellite in orbita, proprio come fa normalmente con un ripetitore di rete, senza bisogno di hardware aggiuntivo.

La collaborazione tra Starlink e T-Mobile, annunciata per la prima volta nel 2022, ha rappresentato il momento in cui questo concetto si è trasformato in un prodotto reale. T-Mobile ha messo a disposizione una porzione del proprio spettro radio, e Starlink ha costruito il sistema satellitare su di esso. Il risultato è un servizio chiamato T-Satellite, che colma le lacune di copertura per i clienti di T-Mobile in luoghi dove non ci sono ripetitori nelle vicinanze. Funziona già oggi ed è già operativo.

Ma in tale accordo, T-Mobile rimane il proprietario dei clienti. SpaceX è il fornitore che opera dietro le quinte. Ciò che ora attira l’attenzione degli investitori e degli operatori concorrenti è la possibilità che SpaceX smetta di essere un fornitore e inizi a diventare essa stessa l’operatore, vendendo i propri piani di telefonia mobile, con il proprio marchio, e fatturando direttamente ai clienti.

Un'alleanza senza precedenti tra rivali

Forse il segnale più evidente che il settore delle telecomunicazioni sta prendendo sul serio la questione è arrivato a metà maggio 2026. AT&T, T-Mobile e Verizon, tre aziende che spendono miliardi di dollari ogni anno per contendersi i clienti, hanno annunciato di aver raggiunto un accordo di massima per costituire un’impresa congiunta. L’obiettivo: unire le proprie risorse di spettro per realizzare una copertura satellitare diretta ai dispositivi in tutto il Paese.

Era la prima volta nella storia del settore della telefonia mobile statunitense che i tre maggiori operatori si allineassero su un progetto infrastrutturale congiunto di questo tipo. La tempistica non è stata una coincidenza. Si è trattato di una risposta diretta alle crescenti ambizioni satellitari di Starlink, in particolare alla minaccia per le zone rurali e scarsamente servite, dove i collegamenti satellitari possono superare completamente la concorrenza delle tradizionali torri di telefonia mobile.

Finora tutti e tre gli operatori hanno rifiutato di offrire a SpaceX un accordo di rete all’ingrosso che le consentisse di operare come ospite sulle loro reti. Sia l’amministratore delegato (CEO) di AT&T che quello di T-Mobile lo hanno affermato esplicitamente durante le conferenze sui risultati finanziari del primo trimestre del 2026. Questo rifiuto è significativo, perché spinge SpaceX a costruirsi un proprio percorso indipendente nel mercato della telefonia mobile piuttosto che entrare attraverso la collaborazione.

SpaceX gode di un vantaggio strutturale difficile da eguagliare per un concorrente. Costruisce i propri satelliti, li lancia con i propri razzi e controlla l’intera catena di approvvigionamento dall’inizio alla fine. Ogni nuovo lotto di satelliti viene lanciato a spese di SpaceX, senza dover pagare un prezzo a un fornitore esterno di servizi di lancio. Si tratta di una struttura dei costi che nessuna azienda di telecomunicazioni tradizionale, né alcun operatore satellitare concorrente, è attualmente in grado di eguagliare.

La portata del progetto lo conferma. A metà del 2026, Starlink avrà lanciato più di 650 satelliti dedicati specificatamente alla copertura diretta dei dispositivi mobili, parte di una costellazione più ampia di circa 10.000 satelliti in orbita. L’azienda ha inoltre ottenuto l’approvazione della Commissione federale delle comunicazioni (FCC) per espandere tale costellazione di altri 7.500 satelliti, il che porterebbe il sistema totale oltre i 15.000. Secondo i dati divulgati da SpaceX in occasione della sua IPO, alla fine del primo trimestre del 2026 Starlink aveva superato i 10,3 milioni di abbonati in 160 paesi, più del doppio rispetto al numero di abbonati registrato poco più di un anno prima.

Dal punto di vista finanziario, Starlink non è più il progetto sperimentale secondario che era un tempo. Il settore della connettività ha generato circa 11,4 miliardi di dollari di ricavi nel 2025, con un aumento di circa il 50% rispetto all’anno precedente, e ha registrato un utile operativo di 1,19 miliardi di dollari solo nel primo trimestre del 2026. È da notare che la connettività è oggi l’unica parte dell’attività di SpaceX costantemente redditizia. La divisione razzi e lanci ha infatti registrato una perdita nello stesso trimestre, mentre l’unità dedicata all’intelligenza artificiale (IA) dell’azienda ha riportato una perdita ancora più consistente.

Al Congresso Mondiale mobile del marzo 2026, un alto dirigente di SpaceX ha dichiarato che Starlink Mobile aveva già superato i 10 milioni di abbonati e che l’azienda prevede di aggiungere circa 52.000 nuovi utenti mobili al giorno per il resto dell’anno, con l’obiettivo di raggiungere i 25 milioni di utenti attivi entro la fine dell’anno. Le richieste di registrazione del marchio «Starlink Mobile» avvalorano ulteriormente l’ipotesi che l’azienda si stia preparando a lanciare un proprio servizio wireless autonomo, anziché limitarsi a rimanere un partner dietro le quinte.

Perché sostituire le reti di telecomunicazioni non sarà facile

Nonostante tutto questo slancio, creare un vero operatore wireless a copertura nazionale non è semplicemente una questione di mettere in orbita più satelliti. SpaceX detiene ancora uno spettro radio molto inferiore rispetto ai principali operatori statunitensi, e lo spettro è la risorsa più preziosa e più rigidamente regolamentata dell’intero settore. Acquistare spettro aggiuntivo, sia da operatori esistenti che in future aste governative, sarà costoso e richiederà tempo.

C’è poi la questione delle torri di trasmissione. Oggi la connettività satellitare funziona bene per i messaggi di testo e i dati di base nelle aree prive di copertura, ma le chiamate vocali complete e i dati ad alta velocità al livello che i clienti si aspettano da un normale piano telefonico richiedono ancora una rete molto più densa e performante di quella che i soli satelliti possono fornire. Colmare questo divario è esattamente il motivo per cui gli analisti sostengono che SpaceX abbia ancora bisogno di investimenti in infrastrutture terrestri su una scala che l’azienda non ha ancora deciso di intraprendere.

La concorrenza si sta intensificando anche da un’altra direzione. AST SpaceMobile, una società di satelliti di dimensioni più ridotte, ha stretto collaborazione con AT&T, Verizon e Vodafone, assicurandosi così una copertura di operatori negli Stati Uniti più ampia di quella che Starlink possiede attualmente grazie al suo accordo con T-Mobile. La flotta satellitare di AST SpaceMobile è di gran lunga più piccola e la sua base di capitale è più esigua, ma la sua strategia multi-operatore rappresenta una scommessa significativamente diversa rispetto al percorso intrapreso da SpaceX, e viene sostenuta direttamente da alcuni degli stessi operatori che stanno correndo ai ripari per rispondere a Starlink.

Cosa cambia per i trader con la quotazione in borsa di SpaceX

Il debutto in borsa di SpaceX aggiunge una nuova dimensione a questa storia che non esisteva ancora pochi mesi fa. La società ha fissato il prezzo delle azioni a 135 dollari e ha iniziato a essere quotata sul Nasdaq con il ticker SPCX il 12 giugno 2026. La domanda è stata così forte che, nel giro di pochi giorni, le azioni hanno superato brevemente i 225 dollari, un livello che ha portato il valore di mercato di SpaceX a superare sia quello di Amazon che quello di Microsoft, prima che il titolo subisse un calo. A fine giugno, le azioni venivano scambiate a circa 153 dollari, comunque ben al di sopra del prezzo di IPO.

Gli investitori pubblici stanno ora acquistando quote di tre diverse attività riunite sotto un unico simbolo: le operazioni relative ai razzi e ai lanci, l’attività di connettività Starlink e un’unità di intelligenza artificiale incentrata su xAI, che SpaceX ha incorporato nella società all’inizio di quest’anno tramite un’operazione interamente in azioni. Di queste tre, la connettività è quella che rappresenta la minaccia più chiara, immediata e quantificabile per un settore già presente sul mercato pubblico: quello delle telecomunicazioni.

Questa distinzione è importante per il modo in cui i trader di mercato interpretano la situazione. La quotazione in borsa di SpaceX non modifica di per sé la posizione competitiva di Starlink rispetto a Verizon o AT&T. Tuttavia, significa che la crescita del numero di abbonati di Starlink, i suoi margini di profitto nel settore della connettività e qualsiasi futuro annuncio relativo a un piano mobile autonomo figureranno ora nei rendiconti trimestrali che l’intero mercato potrà leggere, monitorare e ai quali potrà reagire in tempo reale, proprio come già avviene con i principali operatori.

A cosa dovrebbero prestare attenzione i trader di mercato?

Questa vicenda intreccia contemporaneamente diversi temi chiave del mercato: l’impero imprenditoriale di Elon Musk nel suo complesso, la tecnologia satellitare, gli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e il futuro della concorrenza tra le reti mobili. Per i trader che seguono i settori delle telecomunicazioni e spaziale, questi sono gli sviluppi più rilevanti per il futuro:

  • tick

    La crescita degli abbonati a Starlink Mobile e la capacità di SpaceX di raggiungere l’obiettivo dichiarato di 25 milioni di utenti attivi entro la fine del 2026.

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    L’eventuale lancio ufficiale di un piano tariffario autonomo di Starlink Mobile che addebiti direttamente i clienti anziché operare tramite T-Mobile.

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    I progressi relativi all’impresa congiunta tra AT&T, Verizon e T-Mobile, e la rapidità con cui i tre operatori riusciranno a potenziare la propria copertura satellitare in risposta a tale iniziativa.

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    Il tasso di abbandono dei servizi telefonici con abbonamento presso i principali operatori, che secondo quanto riferito è aumentato nel primo trimestre del 2026 a causa della crescente pressione competitiva.

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    Gli accordi sullo spettro radio e le decisioni della FCC che coinvolgono SpaceX, poiché l’accesso allo spettro rimane il principale ostacolo alla piena espansione di Starlink Mobile.

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    I risultati trimestrali di SPCX, per avere un quadro più chiaro dei margini di connettività di Starlink, ora che il segmento viene riportato separatamente in quanto parte di una società quotata in borsa.

Starlink non ha sostituito Verizon, AT&T o T-Mobile, e al momento non è neanche lontanamente vicina a farlo. La realizzazione di una vera e propria rete wireless a copertura nazionale richiede ancora spettro radio, ripetitori e approvazioni normative che richiedono anni per essere ottenute. Ma il fatto che i tre maggiori operatori statunitensi abbiano scelto di costituire un’impresa congiunta senza precedenti piuttosto che competere separatamente la dice lunga su quanto seriamente il settore stia prendendo questa minaccia.

Ora che SpaceX è una società quotata in borsa, sarà più facile che mai seguire la prossima fase di questa storia. Ogni relazione trimestrale mostrerà se l’attività di connettività di Starlink continua a crescere al ritmo attuale, e ogni nuovo sviluppo relativo a un piano mobile autonomo influenzerà sia SPCX sia i titoli delle società di telecomunicazioni tradizionali, che ora hanno un motivo concreto per prestare attenzione.

Telecom SpaceX

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