Il boom dell’intelligenza artificiale da 700 miliardi di dollari:
l’intelligenza artificiale potrebbe cambiare i mercati globali?
La spesa per l’intelligenza artificiale non è più una voce distinta nei bilanci delle più grandi aziende tecnologiche del mondo. È diventata una delle forze più determinanti che plasmano i mercati finanziari globali nel 2026. Le decisioni di investimento di Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta stanno influenzando i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense, determinando il sentimento degli investitori sul Nasdaq, influenzando il dollaro e ridefinendo le aspettative sugli utili societari per gli anni a venire.
Il dato che definisce il momento: le quattro maggiori piattaforme di cloud computing prevedono di investire circa 725 miliardi di dollari in infrastrutture per l’intelligenza artificiale nel corso del 2026, con un aumento del 77% rispetto ai livelli del 2025. Goldman Sachs stima che la spesa annualizzata legata all’intelligenza artificiale potrebbe superare gli 800 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, mentre Morgan Stanley prevede investimenti cumulativi in infrastrutture di intelligenza artificiale pari a quasi 3.000 miliardi di dollari entro il 2028, con oltre l’80% di tale totale ancora da realizzare.
La più grande scommessa tecnologica mai fatta in un solo anno
La spesa in conto capitale complessiva prevista per il 2026 delle quattro principali piattaforme cloud è circa il doppio dell’investimento tecnologico totale effettuato durante la bolla delle dot-com degli anni ’90 e quasi sei volte i livelli registrati nel 2022, quando ChatGPT ha attirato per la prima volta l’attenzione del grande pubblico.
La ripartizione per singola azienda riflette la portata dell’impegno: Amazon punta a circa 200 miliardi di dollari, destinati principalmente ai data center; Microsoft si avvicina ai 190 miliardi di dollari, più che raddoppiando la spesa rispetto all’anno precedente; Alphabet ha rivisto al rialzo le proprie previsioni a 205 miliardi di dollari a seguito dei risultati del secondo trimestre; e Meta ha rivisto al rialzo le proprie previsioni per ben due volte, raggiungendo i 145 miliardi di dollari. A ciò si aggiunge il Progetto Stargate, un’iniziativa congiunta tra OpenAI, SoftBank e Oracle volta a realizzare una rete di data center del valore di 500 miliardi di dollari in tutti gli Stati Uniti nell’arco di quattro anni.
I titoli tecnologici e il Nasdaq: il momento del ritorno sull’investimento
Per tutto il 2024 e gran parte del 2025, i mercati hanno premiato l’esposizione al settore dell’intelligenza artificiale in modo quasi incondizionato. L’indice Nasdaq Composite ha generato rendimenti totali pari all’87% tra il 2023 e il 2024. Ma il 2026 ha segnato una svolta: gli investitori non sono più disposti a pagare per le promesse dell’intelligenza artificiale. Chiedono prove concrete della sua redditività.
Il gruppo noto come i “Magnifici Sette”, che rappresenta circa un terzo della capitalizzazione di mercato totale dell’S&P 500, ha sottoperformato l’indice più ampio nella prima metà del 2026, registrando un rendimento del 5,4% contro il 7,9% dell’indice. I risultati del secondo trimestre, tuttavia, raccontano una storia più sfumata: i ricavi di Amazon Web Services sono cresciuti del 37% su base annua, il ritmo più veloce degli ultimi diciotto trimestri; il settore dell’intelligenza artificiale di Microsoft all’interno di Azure ha registrato un aumento del 123%; e Alphabet ha registrato una crescita dell’82% nella sua divisione cloud. Laddove l’intelligenza artificiale sta già generando rendimenti misurabili, il mercato lo sta riconoscendo chiaramente.
J.P. Morgan stima che il “superciclo” dell’intelligenza artificiale possa sostenere una crescita degli utili superiore alla tendenza, compresa tra il 13% e il 15%, nell’indice S&P 500 per almeno altri due anni, ma sottolinea che i primi 20 titoli rappresentano attualmente circa il 50,8% della capitalizzazione di mercato totale dell’indice, la concentrazione più elevata degli ultimi cinquant’anni.
Rendimenti dei titoli del Tesoro: la tensione tra capitale e tassi
Per finanziare la costruzione di data center, le aziende tecnologiche stanno emettendo titoli di debito societario a un ritmo senza precedenti. Secondo i dati della SIFMA, nella prima metà del 2026 il mercato ha assorbito 1,52 trilioni di dollari di emissioni di titoli di debito societario, con le grandi aziende tecnologiche che hanno svolto un ruolo di primo piano.
Il rendimento dei titoli del Tesoro a 30 anni è rimasto al di sopra del 5% per gran parte del mese di luglio. Tale livello riduce il valore attuale degli utili futuri e fa scendere le valutazioni delle società ad alta crescita. Se la spesa per l’intelligenza artificiale dovesse mantenere elevata l’emissione di debito e alti i rendimenti, il costo di tale finanziamento potrebbe rappresentare un freno proprio per le valutazioni delle società tecnologiche che dovrebbe sostenere.
Il dollaro e l’intelligenza artificiale: un legame meno evidente
L’infrastruttura per l’intelligenza artificiale viene realizzata principalmente sul territorio statunitense, attirando capitali globali verso attività denominate in dollari. Gli investitori in Europa, Asia e Medio Oriente stanno allocando risorse in questo ciclo, il che implica acquisti netti di dollari. I rendimenti più elevati dei titoli del Tesoro, in parte alimentati dall’emissione di debito da parte del settore tecnologico, rafforzano inoltre le aspettative secondo cui la Federal Reserve manterrà un orientamento restrittivo più a lungo, un fattore che storicamente ha sostenuto il dollaro rispetto alle principali valute concorrenti.
Detto questo, il dollaro deve anche affrontare venti contrari derivanti dalla politica tariffaria di Trump e dalla persistente incertezza geopolitica. L’andamento complessivo del dollaro nella seconda metà del 2026 dipenderà dal fatto che il ciclo dell’intelligenza artificiale continui a generare afflussi di capitali sufficientemente consistenti da controbilanciare tali pressioni contrarie.
Utili aziendali: l’impatto al di là della tecnologia
La costruzione di data center genera domanda di acciaio, rame, calcestruzzo e apparecchiature elettriche. Il consumo energetico legato a tali infrastrutture sta facendo aumentare i ricavi delle aziende di servizi pubblici, mentre i produttori di sistemi di raffreddamento e ventilazione segnalano picchi di domanda senza precedenti.
All’interno dello stesso settore tecnologico, i risultati sono disomogenei. I produttori di semiconduttori come Nvidia sono stati i beneficiari più evidenti. Le aziende di software e analisi dei dati che competono con i modelli sviluppati dalle principali piattaforme cloud, tuttavia, hanno subito una significativa contrazione delle valutazioni: l’indice S&P 500 dedicato al software e ai servizi ha perso circa l’8% in una sola settimana alla fine di gennaio. Il ciclo dell’IA non è una scommessa omogenea; è un insieme di opportunità e rischi settoriali molto specifici.
La propensione al rischio degli investitori: tra entusiasmo e scetticismo
Il sentimento degli investitori riguardo all’IA ha attraversato diverse fasi nel 2026. All’inizio dell’anno, gli annunci di spesa record sono stati accolti con cautela: le azioni di Amazon sono scese di quasi il 6% il giorno in cui ha rivelato i propri piani; Alphabet ha perso il 3% quando ha reso noto che gli investimenti in infrastrutture avrebbero potuto raddoppiare. Con il passare dei trimestri e la conferma di tassi di crescita a tre cifre dei ricavi legati all’IA, tale scetticismo si è attenuato. Il Nasdaq ha perso quasi il 10% dal picco di giugno fino alla fine di luglio, per poi recuperare quasi il 9% nelle prime settimane di agosto, raggiungendo nuovi massimi storici.
La Banca dei Regolamenti Internazionali ha avvertito che l’impennata della spesa rischia di trasformarsi in un ciclo prolungato senza rendimenti proporzionati. BlackRock sostiene che l’intelligenza artificiale continuerà a “prevalere sui dazi e sui tradizionali fattori macroeconomici” come forza trainante dei mercati azionari. J.P. Morgan Wealth Management sintetizza l’opinione prevalente in modo semplice: “il rischio maggiore è non avere un’esposizione a questa tecnologia trasformativa”.
Cosa dovrebbero tenere d’occhio i trader
Il ciclo degli investimenti nell'intelligenza artificiale genererà segnali rilevanti per il mercato nei prossimi mesi. Ecco gli indicatori più importanti da tenere d'occhio:
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Utili trimestrali delle principali piattaforme cloud: i ricavi del segmento cloud e IA di Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta rappresentano l’indicatore più diretto per capire se la spesa sta generando rendimenti reali.
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Rendimenti dei titoli del Tesoro a lungo termine: il mantenimento di livelli superiori al 5% sui titoli a 30 anni eserciterà pressione sulle valutazioni dei titoli growth all’interno del Nasdaq.
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Segnali relativi alla domanda di semiconduttori: gli ordini e le previsioni di Nvidia, TSMC e dei progettisti di chip personalizzati sono indicatori anticipatori della forza del ciclo.
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Decisioni della Federal Reserve: qualsiasi orientamento verso una politica monetaria più restrittiva colpirebbe in modo particolarmente duro i titoli growth con le capitalizzazioni di mercato più elevate.
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Afflussi di capitali verso attività denominate in dollari: la domanda globale di esposizione al ciclo di investimenti statunitense nel settore dell’intelligenza artificiale potrebbe fornire un sostegno duraturo al dollaro.
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Stato di avanzamento del Progetto Stargate: qualsiasi aggiornamento sui progressi o sulle battute d’arresto della più grande iniziativa privata di sempre nel campo delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale determinerà movimenti simultanei di diversi asset.
Conclusione
I 725 miliardi di dollari di spesa per le infrastrutture di intelligenza artificiale previsti per il 2026 non rappresentano un dato tecnologico, bensì macroeconomico. La sua portata si estende dai rendimenti dei titoli del Tesoro al sentimento degli investitori del Nasdaq, dalla domanda di dollari agli utili di settori ben lontani dalla Silicon Valley, come quello dei materiali da costruzione e dei servizi di pubblica utilità.
Per i trader, il ciclo dell’intelligenza artificiale solleva una domanda alla quale i mercati non hanno ancora dato una risposta del tutto chiara: i rendimenti giustificano l’investimento? Mentre la risposta continua a delinearsi trimestre dopo trimestre, la volatilità rimarrà la norma in questo contesto operativo. Tenersi informati, mantenere la disciplina e gestire il rischio con attenzione sono aspetti più importanti di qualsiasi singola previsione direzionale.
La spesa per l’intelligenza artificiale non è più una voce distinta nei bilanci delle più grandi aziende tecnologiche del mondo. È diventata una delle forze più determinanti che plasmano i mercati finanziari globali nel 2026. Le decisioni di investimento di Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta stanno influenzando i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitense, determinando il sentimento degli investitori sul Nasdaq, influenzando il dollaro e ridefinendo le aspettative sugli utili societari per gli anni a venire.
Il dato che definisce il momento: le quattro maggiori piattaforme di cloud computing prevedono di investire circa 725 miliardi di dollari in infrastrutture per l’intelligenza artificiale nel corso del 2026, con un aumento del 77% rispetto ai livelli del 2025. Goldman Sachs stima che la spesa annualizzata legata all’intelligenza artificiale potrebbe superare gli 800 miliardi di dollari entro la fine dell’anno, mentre Morgan Stanley prevede investimenti cumulativi in infrastrutture di intelligenza artificiale pari a quasi 3.000 miliardi di dollari entro il 2028, con oltre l’80% di tale totale ancora da realizzare.